• Claudia

"La biodinamica e l'ultimo viaggio" (l'accompagnamento del morente)

Aggiornato il: ago 29

In questa pagina espongo brevemente l'argomento che ho scelto di approfondire il giorno della discussione della mia tesina di diploma di Operatrice Biodinamica Craniosacrale.


Nell'estate del 2008, la mia missione di anima mi ha indirizzata all'incontro con lo stimato professore Cesare Boni, tanatologo di fama internazionale che mi ha dato i primi rudimenti sull'argomento.

Ho poi conosciuto persone straordinarie che sanno vedere e comunicare con altre dimensioni che mi hanno svelato come addirittura si possa dialogare con la morte in quanto entità personificata, come nel film "Collateral Beauty", e quanto da questo particolare confronto si possano trarre preziosi insegnamenti per vivere con pienezza, gioia e consapevolezza la nostra vita.


Chi sta accanto a una persona che sta per terminare il suo viaggio sulla Terra ha due modi per prendersene cura: può assisterla o può, appunto, accompagnarla.

Chi assiste il terminale ha come nobile compito quello di fare in modo che il suo corpo e la sua mente si trovino nella situazione più confortevole e rilassata possibile, e asseconda queste sue primarie necessità.

Chi lo accompagna ha, invece, il privilegio di poterlo aiutare ad affrontare il grosso cambiamento che sta attraversando nella sua interiorità, anche quando ormai lui non è raggiungibile con la normale comunicazione da parte dei suoi cari.

L'operatore biodinamico utilizza anche con lui il contatto, l'ascolto e la meditazione, esattamente come fa per ogni tipologia di ricevente.


Stando accanto al morente in meditazione e vibrando all'unisono con lui, con il suo tocco e la sua presenza lo indirizza a sostare in quella zona di quiete e benessere che l'operatore riesce a raggiungere con la sua tecnica.

Questo fa in modo che anche la persona che ormai non riconosce più nessuno e non riesce a ragionare e a parlare in modo logico, che ormai ci sembra alienata in un mondo tutto suo, venga a contatto con la sua vera natura, la sua parte divina incorruttibile e immortale e si senta in pace.

Può sembrare magia, e invece è fisica quantistica, quella di cui si sta parlando tanto soprattutto da qualche anno a questa parte, e che fonda le sue esperienze sulla legge della risonanza ed il concetto di "entanglement", secondo il quale la separazione fra noi e il resto del creato è mera illusione. Fu una rivelazione importante constatare di persona che in questo modo riuscivo a raggiungere la mia nonna, quando nella quotidianità era impossibile comunicare con lei in modo coerente.


La biodinamica craniosacrale conferma la presenza e la potenza della nostra Anima, quella scintilla che risplende in ogni stato in cui ci troviamo, di sonno, di veglia, di salute o di incoscienza, e anche in questi frangenti noi possiamo regalare alle persone la consapevolezza di quello che sono veramente. Ci aiuta a percerpire quello che dallo Yoga viene definito "corpo sovracausale".

La copertina della mia tesina: un quadretto che ho realizzato e che tengo nel mio studio. Rappresenta le maree, vale a dire i movimenti che l'operatore biodinamico craniosacrale sa distinguere durante l'ascolto del sistema del ricevente.




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