• Claudia

La parola ai miei insegnanti dell'A.I.BI.C.

Aggiornato il: set 12

"Dalla vita intrauterina a quella adulta accumuliamo esperienze più o meno intense che formano per gran parte il modo di essere nel mondo e con noi stessi. Alcune di queste sono state integrate senza difficoltà sia per la piacevolezza dell’ evento sia per la capacità che abbiamo avuto nel gestirle a livello inconscio. Altre, invece, sono state più disagevoli in quanto l’evento o la continuità degli stimoli superò le risorse e le capacità di discernimento che avevamo all’epoca dei fatti. Ciò si può tradurre nella parola shock emotivo, trauma psico-fisico e altre definizione legate alla nostra evoluzione emotiva e psicologica. Questi due grandi settori dell’esperienza umana, quella della piacevolezza e quella del disagio, ci plasmano il carattere, il modo di essere, di amare e di soffrire, di relazionarci con tutto ciò ci circonda e ciò che sentiamo dentro. La cosa che più colpisce i terapisti è notare come le esperienze legate alle difficoltà più o meno intense sembrano ancora, nel presente, operare una sorta di azione diretta nel corpo producendo tensione muscolare, dinamiche viscerali e alterazioni posturali, anche a distanza di decine e decine di anni. Stiamo parlando del peso della memoria sulle cellule. In biodinamica craniosacrale queste esperienze trattenute fanno parte, insieme ai traumi fisici, dei fulcri Inerziali. L’operatore biodinamico durante il percorso insieme al ricevente può notare una cosa straordinaria. L’azione delle maree nel corpo e nelle cellule inizia ad aprire questi fulcri. L’apertura è sempre commisurata alla presenza di risorse e potenza del ricevente. Quindi più il paziente sta bene e maggiore è la possibilità che l’intelligenza della salute inizi a raffinare questi fulcri fino a dissolverli, liberando tutta l’energia racchiusa e rendendola di nuovo disponibile a l’organismo. La caratteristica legata al dissolvimento del fulcro che più colpisce è la differente sensazione emotiva che prova la persona al pensiero degli eventi del suo passato. Per esempio chi riconosce in una persona una sorta di carnefice o comunque portatore di sofferenza alla propria vita, d’improvviso vive una forte presa di consapevolezza che toglie tutta la forza a quel malvagio personaggio restituendogli invece una dimensione più reale legata alla sua sofferenza emotiva e psicologica che lo ha portato ad essere quello che, purtroppo, è stato con noi. Tante realtà che restano fissate nella nostra mente “di bambini” o di adolescenti vengono aggiornate al nostro presente. “Come tornare da adulti nella casa in cui vivemmo l’infanzia” così molti descrivono quest’esperienza introspettiva grazie alla biodinamica. Ovviamente anche le nostre emozioni trovano riposo e possibilità di raffinazione e smussamento. La rabbia si fa meno opprimente lasciando spazio alla comprensione fino all’amore, l’odio diventa poco alla volta possibilità di empatia e fraternità. Infine la tristezza e la depressione ritrovano uno spiraglio di positività e gioia.

Questa è biodinamica craniosacrale."


Francesco De Cenzo

"Il craniosacrale biodinamico è un trattamento olistico (agisce a livello psico-fisico), è un percorso dell'individuo alla ricerca della sua interiorità ed è una modalità rinnovata di relazione con l'altro da sé. La persona che viene a studio per un qualsiasi problema organico, strutturale o psicologico-emotivo, inizia a prendere coscienza del suo corpo e della sua mente, comincia ad "ascoltarsi" e a "percepirsi". Gradualmente le disfunzioni, di vario genere, prendono la via della risoluzione mostrando il percorso delle varie compensazioni, organico-strutturali, che il corpo ha dovuto compiere nel tempo per mantenere una situazione di comfort (a volte incredibile). Contemporaneamente si avvia un processo di auto-ascolto nella persona che, con profondo stupore, si "accorge" dei movimenti interni del suo corpo, della sua essenziale "fluidità", e riconosce la qualità dei suoi pensieri e delle sue emozioni come se si osservasse dal di fuori. Questa "scoperta" di sé, porta l'individuo a sentirsi più sicuro, con maggiori forze a disposizione e meno paure. Inizia a instaurarsi il suo "centro di gravità permanente". Le relazioni diventano più facili, ci si accorge di sentirsi uguali agli altri ad un livello profondo di comprensione-ascolto del proprio essere umano. Si scopre poi, con gioia, di essere portati fondamentalmente a fare del bene; emerge il cuore come trait d'union di tutte le vicende veramente importanti che caratterizzano il nostro essere al mondo."


Roberta Meccoli


Fonte:

www.aibic.it

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