• Claudia

Il Reiki

Aggiornato il: nov 19

Il termine "Reiki" significa energia vitale universale. Più precisamente, si riferisce all'energia primordiale che esisteva prima della creazione, che è una coscienza intelligente.

"Rei" si riferisce all'aspetto illimitato di questa energia e "ki" alla sua forza vitale intrinseca agli esseri viventi.


Ci sono diverse versioni riguardanti la biografia del padre di questa disciplina, Mikao Usui.

La più accreditata lo descrive come un monaco laico praticante di buddismo giapponese che chiese al suo maestro zen come conseguire l'illuminazione. Si recò poi sulla montagna sacra Kurama ad applicare meditazioni apposite, con lo scopo di accelerare questo processo. Questo monte ospita diverse scuole spirituali ed è un punto energetico elevato del pianeta. Nel corso del ventunesimo giorno di questo ritiro spirituale, sentì la sua coscienza espandersi all'infinito, in una fusione con il divino. Era quella l'illuminazione.

Scendendo dal monte si ferì a un alluce, vi appoggiò la mano come facciamo tutti appena abbiamo un dolore in un qualsiasi punto del corpo, e questo gesto gli si rivelo' sorprendentemente risolutore. Ebbe l'intuizione che da quel momento questa azione gli sarebbe bastata per risolvere un problema simile. Cominciò così a mettere questa sua facoltà, acquisita grazie all'innalzamento delle sue frequenze, al servizio degli altri. Man mano che si progredisce si manifestano quelli che in sascrito si definiscono "siddhi", i poteri spirituali che comprendono anche quelli di guarigione, e non è raro che i grandi Maestri abbiano questa capacità taumaturgica.

Usui creò e diffuse quindi tecniche e simboli per aiutare tutti a raggiungere l'illuminazione. Aprì la sua scuola nel 1922. Era dottore solo in senso onorifico, in quanto sapeva di filosofia, psicologia, teologia, medicina ed era diventato celebre e stimato per la sua consapevolezza e per la sua pratica alternativa di cura ed evoluzione spirituale delle persone.

La buona intenzione è fondamentale per essere degni di ricevere l'attivazione e potere così lavorare con il Reiki, anche perche' si amplificano le energie a propria disposizione e bisogna usarle a fin di bene. Una volta che si riceve il passaggio di questo testimone, l'energia di Unità, Verità e Amore che il Reiki rappresenta rimane con noi per tutta la vita.


Per attivarlo, armonizzare i canali energetici, o meglio ravvivare il ricordo dell'energia della Fonte, il Master Reiki si mette in risonanza con l'energia dell'attivando attraverso l'empatia, la compassione del cuore, e in seguito appoggiando le sue mani sul capo di quest'ultimo amplifica l'energia del suo chakra della corona e poi richiama l'energia universale e gliela trasmette attraverso il polo negativo del sesto chakra, che si trova alla base della nuca, ed eventualmente impone le mani anche su altre parti del suo corpo. Per l'attivazione del secondo livello, vengono amplificate le energie di mani e piedi e si disegnano i simboli sui palmi delle sue mani. Il ricevente solitamente rimane seduto. Le sue reazioni spontanee all'attivazione spesso si esprimono come un rilascio emozionale, ma avendo attinto in questo modo l'energia da quella che e' la nostra derivazione divina, puo' riconoscere poi di avere ottenuto anche miglioramenti psicofisici immediati e duraturi.

Il primo livello ci mette in contatto con le potenzialità spirituali del corpo. Il secondo livello con quelle della mente e il terzo con le potenzialità della nostra dimensione spirituale in contatto con l'Uno. Il secondo livello ci permette di fare trattamenti a distanza e anche di non usare le mani, purchè si visualizzino e ripetano i simboli (sarebbero da mantenere segreti) nell'ordine corretto. Il terzo livello amplifica la nostra efficacia durante i trattamenti e ci impedisce di mentire a noi stessi per il resto della vita. E' un livello che corona il lavoro soprattutto su di se'. E' un carico importante da portare e bisogna essere pronti. Per quanto mi riguarda, ho ricevuto nel 2008 la prima attivazione e nel 2016 i tre simboli del secondo livello, insieme ad un simbolo messo a disposizione dal mio master per il terzo.

Durante il trattamento la mente, con le sue intenzioni e i suoi pensieri deve essere messa a riposo per lasciare fluire l'energia e non manipolarla. E' così che si tiene pulito il canale e la frequenza del divino arriva chiara a destinazione. Il Reiki, così come la Biodinamica, non presenta effetti collaterali e la sua forza si dirige dove ce n'e' bisogno, basta non interferire e lasciarla scorrere con fede nei confronti della Sorgente di vita. Solitamente, se si è stati attivati per il primo livello, occorre effettuare sul ricevente un trattamento base di un'ora, un'ora e mezza e poi un trattamento specifico sulla zona dolente fino al momento in cui le nostre mani non provano più le tipiche sensazioni che ci avvertono dello squilibrio. Con il secondo livello, le cose cambiano.

I simboli sono archetipi, veicolano una frequenza energetica con una determinata funzione e il relativo concetto che si imprime nell'inconscio. Pare Usui li abbia creati per rafforzare la nostra consapevolezza sulle caratteristiche, i concetti, simili a decreti che si imprimono nel campo energetico della persona durante l'imposizione delle mani. Alcuni operatori non li usano perchè ritengono l'intelligenza della creazione basti a se stessa e altri ne annoverano in repertorio una cifra considerevole.


Sono sorte tante scuole occidentali di Reiki e ognuna aggiunge un dettaglio tutto suo, anche se il metodo giapponese e' uno. A mio parere vanno bene tutte, perchè la differenza la fa l'operatore, con il suo percorso spirituale, la sua costanza nella meditazione e nel rispetto dei 5 principi ("solo per oggi non mi preoccupo, non mi arrabbio, onoro i genitori, gli insegnanti e i maestri, svolgo il mio lavoro con onesta' e provo gratitudine verso gli esseri viventi" puo' diventare per gli ultimi tre "... sono gentile con tutti, lavoro con diligenza su me stesso, alimento gratitudine...") quotidianamente, nel qui e ora.

Anche questi, come il simbolo stesso del Reiki, derivando da ideogrammi giapponesi sono sottoposti a diverse interpretazioni. Tutte si rifanno però all'Unità, a quella fusione con l'Uno a cui dobbiamo aspirare per la nostra elevazione e per ottenere i migliori risultati sugli altri.


Si può praticare Reiki per attenuare la tossicità del cibo contaminato, perchè vi è una trasmutazione alchemica delle energie dell'acqua che contengono. L'acqua mantiene impresse le memorie, perciò anche se cuciniamo o mangiamo senza reverenza questo si riflette nella qualità del cibo. Per approfondire la questione, rimando ai documentari che mostrano gli effetti dell'acqua informata da Masaru Emoto. Si può adottare questo metodo per dare un sapore disgustoso alle sigarette, per rinvigorire una pianta o prendersi cura di un animale.

A questo proposito, animali e piante costituiscono la prova del nove di questa tecnica, che fuga ogni sospetto di autosuggestione o di effetto placebo. Gli animali non hanno condizionamenti mentali di questo tipo e inoltre sentono istintivamente le energie benefiche o nocive per loro, e nel caso esse non siano adatte, se ne vanno immediatamente. Le piante, invece, possono essere sottoposte a prova sperimentale. Si possono acquistare due gruppi di piccole piantine uguali e usarne uno come elemento di controllo, cioè mantenendolo nelle stesse condizioni di cura delle piante trattate, con acqua e luce in parti uguali, ma non sottoponendolo al Reiki. Si noteranno così le differenze dei risultati.

Con il Reiki a distanza, oltre a dedicarsi agli esseri viventi singoli, si possono influenzare positivamente alcune situazioni, proteggere abitazioni e luoghi, mandare vibrazioni elevate al pianeta intero. L'essere umano ha nelle sue mani e nel suo cuore un grande potere creativo e deve imparare a crederci, a risvegliarlo e a renderlo, nel senso di restituirlo all'universo, che aspetta con pazienza che il potenziale stagnante sia rimesso in circolo per l'equilibrio di tutto cio' che esiste. Fondamentale per riuscirci, pero', e' ricordarsi di essere solo uno strumento, un mezzo al servizio di tutti, offrire ogni azione al Divino e dimenticarsi del proprio ego.

Nel 1995 l’Organizzazione Mondiale Sanità (OMS) ha riconosciuto questo metodo come terapia naturale complementare alla medicina tradizionale e ha aperto le porte al Reiki negli ospedali. In diversi ospedali europei ed americani e' gia' una scelta consolidata da tempo. Italia si sta diffondendo soprattutto per sostenere i malati oncologici e favorire il loro decorso post-operatorio, ma si sta prendendo in considerazione anche per alleviare i sintomi delle malattie degenerative del sistema cognitivo.



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