• Claudia

Come ho scoperto la biodinamica craniosacrale e come mi sono formata

Aggiornato il: nov 19

Stavolta parlo di come ho conosciuto questa tecnica rivoluzionaria e di come, a distanza di qualche anno, ho realizzato il mio desiderio di imparare a praticarla.

Per "rivoluzionaria" intendo che ha cambiato il mio assetto psicofisico fin dall'inizio, ed è così per tutti.

Anzi, ad essere sincera, non è successo proprio immediatamente, per il semplice motivo che non mi lasciavo andare nelle mani dell'operatrice.

Abbandonarsi è fondamentale, ma in quel periodo io ero veramente intoccabile da chiunque, perchè in me si agitava la fantasia di un possibile quanto remoto e adesso so invece, improbabile, intervento.

Complici ipocondria, fobia, ma anche attesa di tempi biblici fra un esame diagnostico e l'altro, prima di avere un certo verdetto.

Non mi fidavo, nessuno poteva invadere il mio campo.

Anche per questo motivo, cominciai ad esplorare varie tecniche alternative e naturali che potessero aiutarmi ad affrontare quel periodo con ottimismo. Correva l'anno 2008.


Dopo pazienti e ripetuti tentativi della competente e amabile operatrice di craniosacrale, che è subito diventata mia amica, finalmente le concedetti l'accesso al mio sistema.

La mia reazione, al termine del trattamento, fu sconvolgente.

Avevo molte tossine in circolo, dovute allo stress. Lei mi raccomandò subito di bere molto durante i primi tre giorni seguenti, per smaltirle e ritrovarmi "resettata", rimessa a nuovo.

Dopo avere seguito scrupolosamente questi suoi suggerimenti, fui colta, a conferma delle sue previsioni, da uno di quegli attacchi di risate incontrollabili, di quelle che ti partono involontarie quando sei stanca. Sembri un po' strana, per usare un eufemismo, ma pazienza, è inutile opporsi, non ti ferma più nessuno.

Rappresentava la liberazione fisica e la catarsi emotiva.


Dopo di che, mi ritrovai per diversi giorni in un limbo di tranquillità, che avevo dimenticato, ma è proprio dei miei primi anni, di quando sai goderti il "qui e ora" e tutto è spontaneo, tranquillo, aperto e fluisce in simbiosi con la natura e i suoi tempi.

Il tempo, ecco cos'altro avvertivo diversamente!

Mi sembrava di andare molto, troppo lenta rispetto al solito, e di avere le gambe tanto pesanti, esageratamente pesanti per la loro esilità.

E invece no, la verità era che mi ero sbagliata fino a quel momento.

Fino ad allora avevo abituato il mio sistema ad un ritmo frenetico che non era fisiologico, non era quello proprio di noi esseri umani, era uno sforzo da automa che si adattava alla modernità.

La brutta notizia è che è la stessa velocità inconsulta alla quale stai marciando tu, anche se non te ne rendi conto, ma quella bella è che sono qui per ricordarti quella naturale.


Le mie gambe volevano semplicemente radicarmi, mi ricordavano di restare con i piedi per terra, di non correre fisicamente ma anche di non fuggire altrove con i pensieri, che mi portavano sempre in un altro luogo e in un altro momento.

Una volta eliminate tutte le tossine, ho sperimentato un miglioramento dell'umore, del funzionamento della tiroide, del ciclo mestruale. Finalmente niente più antidolorifici, ed ecco anche la fino ad allora sconosciuta regolarità, di qualsiasi cosa...

No, non avevo tutte le sfortune io. C'erano piuttosto componenti psicosomatiche che si davano man forte a vicenda, come sempre.

Ho imparato da anni che il corpo fisico è in sequenza l'ultimo strato, fra quelli che ci costituiscono, a risentire del modo da noi appreso di affrontare quello che ci succede e che percepiamo come spiacevole e imprevisto, perchè abbiamo questo desiderio illogico di controllare tutto e fare andare le cose come vorremmo noi, finchè navighiamo a vista, smarriti e impauriti di fronte all'ignoto. Ormai credo questa certezza si stia facendo strada anche fra coloro che non si interessano neppure della propria salute.


Sono passata allora al volere immergermi, prima o poi, in questo percorso in cui si dà e ottiene tanto. Sapevo che, prima o poi, avrei imparato anch'io a regalare agli altri la consapevolezza di quanto in realtà siamo progettati per restare in salute, e ho colto al balzo, qualche anno più tardi, la notizia di un corso vicino a casa.


Noi operatori, entrando a contatto con la quiete dinamica, regno per eccellenza del benessere, durante questo lavoro usufruiamo degli stessi benefici che ricadono sul ricevente. Per questo non sarà mai un lavoro stancante, ma risanante anche per noi... e direi per chiunque si trovi nei paraggi in quel momento, perchè il merito è del campo energetico che si crea e che ci abbraccia tutti.


La biodinamica è una variante affatto invasiva della tecnica osteopatica craniosacrale, ma non per questo i risultati che si ottengono sono banali.

Solitamente, anche se non si stanno vivendo problematiche di particolare rilevanza, si necessita di più trattamenti per arrivare a un riassestamento completo del proprio sistema, ma già dalla prima seduta si può notare un totale rilassamento. Non ci sono riceventi ideali perchè la tecnica non presenta mai controindicazioni nè procura effetti indesiderati.


Il corso triennale che mi ha formata è tenuto dalla Accademia Italiana Biodinamica Craniosacrale (A.I.Bi.C.), che ha sede a Perugia.

Prevede week end di lezioni con teoria e pratica, workshops, giornate aperte, pratica da continuare a casa, e si studiano diverse discipline che concorrono a formare le competenze necessarie per prenderci cura degli altri: osteopatia, psicologia, embriologia, fisica quantistica, neuroscienze, meditazione, psicosomatica, epigenetica, antroposofia, comunicazione non violenta, counseling, nozioni di somatic experiencing, del metodo Feldenkrais®, della teoria dei campi morfogenetici e di quella polivagale, informazioni che riguardano il fluire dell'energia tramite i colori, i chakras, tecniche sciamaniche e bioenergetiche...

In un ambiente familiare, caratterizzato dall'atmosfera inevitabile di amore e compassione che viene a crearsi nel campo biodinamico, abbiamo trovato in tutti i compagni di studio persone sensibili e desiderose di mettersi al servizio degli altri e di trovare una strada alternativa, naturale e accogliente per cercare di risolvere i disagi dei nostri simili.




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