• Claudia

Theta Healing e accesso alle stanze akashiche

Aggiornato il: nov 20

Piccola premessa su cosa siano le stanze akashiche.


In sanscrito, il termine "Akasha" indica l’etere e nell’Induismo questo è utilizzato per descrivere l’essenza di tutte le cose del mondo, l’elemento più infinitesimale che possa essere creato prima di tutto dall'astrale, perchè lo spazio, cioè il Cielo, ha la capacità di permettere che tutto esista al suo interno.


Fu Rudolf Steiner, il fondatore dell’Antroposofia, a diffondere questo concetto in Occidente e la sua idea di inventario cosmico, che chiamò “cronache di Akasha”.

All'interno di questa biblioteca cosmica, a suo avviso si potevano consultare il passato, il presente e il futuro di ogni creatura mai esistita.

Da quel momento, molte cose sono cambiate.

Le pratiche di accesso ai registri akashici ora si rifanno al concetto di campo informativo di base e di universo olografico, in cui ogni oggetto diviene osservabile in ogni sua prospettiva, e quindi anche ogni attimo della nostra esistenza lo è.

Grazie alla fisica quantistica e in particolare a David Bohm infatti, la distanza tra scienza e metafisica si è notevolmente ridotta. Ora si sa anche che l'ordine logico, la sequenzialità degli avvenimenti dipende dalla posizione dell'osservatore, che è in grado di modificare la realtà che gli si presenta di fronte.

Einstein ci ha insegnato che tempo e spazio sono correlati e nel caso uno venisse a mancare, anche l'altro cesserebbe di esistere.

Di conseguenza, in questo senso i concetti di karma, cioè di legge di azione e reazione e quello di libero arbitrio assumono un significato inedito perchè tutte le nostre esistenze in questa prospettiva fuori dal Relativo, nell'Assoluto in cui spazio e tempo non esistono, coesistono sul medesimo piano, come spiega la recente teoria del multiverso. Nulla si può considerare, allora, predeterminato e noi possiamo percepirci come creature infinite che fanno esperienza contemporaneamente in diverse dimensioni del Creato. Se vogliamo accrescere la nostra consapevolezza, possiamo cogliere l'opportunità di fare in modo che la nostra coscienza finalmente prenda in mano le redini della nostra carrozza (cito con vago riferimento a Gurdjieff).


Attraverso la meditazione profonda in theta healing e l'utilizzo della rinomata ghiandola pineale, non solo accediamo al campo in cui tutte le informazioni esistono, ma entriamo in contatto con il nostro Se Superiore, la nostra parte più saggia, l'Io Sono, che può rispondere alle nostre domande esistenziali e può darci i consigli migliori per dirigere i nostri passi.


Cosa ti sfugge ancora? Come ti devi comportare? Che lezione nasconde l'esperienza che stai vivendo? Quale significato ha la vita che stai sperimentando? Qual è la tua missione di anima? Accomodati nelle tue stanze sacre e chiedi questo e altro allo Spirito Divino che è in te. Lui ti risponderà con una frase chiaramente intelliggibile o forse solo con immagini simboliche e metaforiche. In questo stato di rilassamento profondo e con il sostegno delle Guide ti arriverà semplicemente ciò che in quel momento puoi permetterti di vedere per la tua evoluzione personale.




Questa meditazione può essere svolta in studio e in smart working.

Trattamento autorizzato dall'Angel Color Academy di Elisa Munari. Certificazione SIAF




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